Vincenzo Lofaro. La nostra vita costerà 50 CHF?

Vincenzo Lofaro. La nostra vita costerà 50 CHF?

Gennaio 09, 2020 - 22:22
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I Consiglieri Nazionali a Berna hanno dato seguito all’iniziativa proposta dal partito dei Verdi Liberali, il quale propone un pagamento di 50 CHF per chi si recherà al pronto soccorso per casi ritenuti non gravi.
Questi 50 CHF non potranno essere soggetti né a franchigia né alla partecipazione dei costi.
Saranno esclusi i bambini e i giovani fino ai 16 anni, i pazienti recatisi su prescrizione medica e quelli che verranno successivamente ricoverati. Sono veramente curioso di sapere che cosa decideranno agli Stati.
I partiti UDC, PLR e Verdi Liberali hanno votato a favore di questa iniziativa che non abbasserà i costi sanitari, così come viene invece comunicato nella motivazione dell’iniziativa, ma creerà dei rischi per la salute non indifferenti.
La riduzione dei premi cassa malati passerrebbe dai costi del pronto soccorso? Le persone dovranno capire e interpretare autonomamente i propri sintomi e valutare se l’urgenza sia grave o meno, per evitare di dover pagare 50 CHF?
Sicuramente abbiamo una parte della popolazione che fa leva sugli articoli 12 e 41 della Costituzione, dove viene dichiarato che ogni cittadino ha il diritto a ricevere le cure necessarie alla propria salute.
Questi articoli sono maggiormente rivolti ai “sans papier” che non avendo coperture, possono così ricevere le dovute cure… e direi che in un mondo civilizzato questo sia un sacrosanto diritto! 
Per tutte le altre persone che economicamente hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, il timore di un eventuale pagamento di 50 franchi potrebbe rappresentare un freno alla libertà di recarsi al pronto soccorso per chiedere il parere di un esperto: e starebbe proprio qui, a mio avviso, il rischio per la salute dei cittadini. Durante l’anno 2018, infatti, sono stati inviati più di 40'000 precetti esecutivi per i ritardi nei pagamenti dei premi cassa malati, e circa 8000 persone non hanno pagato il premio, di cui 4000 hanno rifiutato di dichiarare la propria situazione patrimoniale. Questo significa che abbiamo una parte di popolo ticinese che non c’è la fa a pagare nemmeno i premi: come potrebbe, quindi, permettersi di pagare 50 CHF per delle cure al pronto soccorso?
La maggior parte degli anziani, inoltre, riceve un’irrisoria pensione, pagando un premio già elevato. Questa iniziativa vorrebbe imporre di pagare ulteriori 50 CHF in caso di urgenza proprio alla fascia di popolazione che è più soggetta ad ammalarsi, e dove l’eventualità di concrete conseguenze gravi porta loro talvolta a sopravvalutare un piccolo malanno, ma il più delle volte ad agire tempestivamente e a salvarsi la vita grazie all’aiuto del pronto intervento. 
Nel sistema “Triage” del pronto soccorso sono definiti circa 70 sitomi, i quali hanno poi un’urgenza da 1 a 4.
Questa iniziativa non ha ragion d’esistere in quanto avrà, a mio modo di vedere, un impatto minimo sulle spese sanitarie ma un altissimo rischio di possibili problematiche ed irreparabili conseguenze verso i cittadini.
Come può esserci risparmio se una patologia non viene curata subito ma solo dopo giorni?
Come può esserci risparmio se prima devo chiamare il medico di picchetto, il quale deve recarsi a casa mia, e poi lo stesso potrebbe in seguito dirmi di recarmi comunque al pronto soccorso?
Come può esserci risparmio se prima devo andare negli studi medici di picchetto e poi gli stessi mi rimandono a casa e mi dicono di contattare il medico curante appena possibile?
Sappiamo tutti perché i costi sanitari non diminuiscono e una delle cause maggiori sono i prezzi dei medicamenti. Abbiamo dei medicamenti che costano il triplo se non il quadruplo rispetto ai paesi europei, ma di abbassare i prezzi dei medicamenti non se ne parla. SantéSuisse afferma che un abbasamento del 25% sui prezzi dei medicamenti farebbe diminuire i costi sanitari di 1.2 miliardi che corrispondono al 5.3% dei premi cassa malati.
Obbligano il cittadino ad avere una franchigia altissima per ridurre il premio al minimo, ma questo causa solo un aumento dei costi, in quanto una persona tarderà nel provvedere alle sue cure e peggiorerà il suo quadro sanitario.
Quello che va rivisto a Berna, è il sistema LAMal nato nel 1996 e che aveva come obiettivo quello di non superare 7-8% del reddito, mentre adesso siamo probabilmente vicini al 15%!
Una famiglia composta da due adulti e due bimbi si ritrova a pagare un premio di 13000-15000 CHF all’anno, ovvero 1000-1250 CHF mensili senza RIPAM.
Poche settimane fa il Canton Ticino ha legalizzato lo stipendio minimo a 3200 CHF, col quale una famiglia dovrebbe potersi permettere di pagare anche il premio cassa malati. Ma siamo sicuri che sia così?
In Svizzera non esiste il premio in base alla proporzionalità del reddito, come non esiste una cassa malati unica. Queste due soluzioni avrebbero sicuramente un impatto importante per quanto riguarda i costi sanitari, perché toglierebbero la concorrenza e diminuirebbero gli stipendi dei super manager.
In Svizzera ci sono quasi 60 assicurazioni private che offrono tutte le stesse prestazioni di base: è dunque facile capire perché i costi aumentano continuamente! Gli assicuratori hanno accumulato circa 8 miliardi di riserve mentre i premi annui ammontato a 30 miliardi; risulta evidente  che ci siano troppi guadagni che gravano sulle spalle dell’assicurato.
Per fortuna che esistono i RIPAM (riduzione del premio assicurazioni malattie) i quali garantiscono al cittadino una diminuzione del costo e la possibilià di avere comunque la propria copertura sanitaria.
Ma senza sussidi RIPAM il cittadino avrebbe una vita dignitosa?A mio modo di vedere assolutamente no! In Svizzera più di ¼ ne fa richiesta! In 20 anni i premi sono raddoppiati mentre i salari sono aumentati solamente del 22%, ma la cosa sbalorditiva è che con i soldi pubblici si mantengano i premi delle assicurazioni malattia.
I premi aumentano perché purtroppo le prestazioni di degenza non sono gestiti allo stesso modo del settore ambulatoriale: e questa è una delle debolezze della LAMal.
Il sistema ha delle debolezze ma che non trovano soluzioni politiche perché il business è troppo elevato.
Se si continuerà a non abbassare i premi delle casse malati, in Svizzera avremo ben presto due medicine: quella per i benestanti e quella per il ceto medio, con la conseguenze di un innalzamento delle aspettative di vita che interesserà solo i benestanti, mentre il ceto medio cercherà di sopravvivere al meglio. I farmaci più costosi per patologie rare o difficili da curare saranno alla portata dei benestanti, mentre la classe con maggior difficoltà economiche non ne avrà accesso. E questo dobbiamo considerarlo eticamente corretto? 
In Ticino abbiamo dei dati veramente preoccupanti: il nostro tenore di vita e il relativo benessere non è certo dei migliori, tenendo conto che sono sempre più le famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e con mille difficoltà. Non credo che la soluzione per ridurre i costi sanitari sia il pagamento di 50 CHF per urgenze non gravi. Il popolo Svizzero merita ben altro che pagare 50 CHF per le urgenze non gravi e questa classe politica a Berna non deve favorire il business delle case farmaceutiche e delle assicurazioni malattia, ma bensì il cittadino! Per me questo non è fare politica ma è speculare sulla vita degli altri. Per questi motivi auspico che ben presto si modifichi il sistema e si faccia in modo che il cittadino abbia il suo giusto e appropriato potere d’acquisto, per poter vivere e non sopravvivere.
 
Vincenzo Lofaro
Membro comitato UDC Ticino