Violenza e banalizzazione: a che punto siamo in Ticino?

Violenza e banalizzazione: a che punto siamo in Ticino?

Aprile 10, 2019 - 23:57
Posted in:

Il parere di tre granconsigliere, di schieramenti politici diversi, sul tema della violenza sulle donne, anche alla luce della sentenza che molto ha fatto dibattere in Italia. Sabrina Aldi e Sabrina Gendotti, entrambe avvocato, ci commentano l'aspetto giudiziario.
Lea Ferrari propone un miglioramento nell'ambito della prevenzione.

È stata accolta con (comprensibile) sollievo, la decisione della Corte Suprema di Cassazione italiana, che annullava una sentenza risalente al 2017, che aveva assolto due ragazzi dall’accusa di stupro (vedi qui). Più che l’assoluzione in sè, risalente al 2017, dopo una condanna in primo grado, a far discutere era stata la motivazione addottata dalla corte: l’aspetto estetico della vittima, definito “mascolino”, sostenendo di fatto che la giovane sudamericana, fosse "troppo brutta" per essere stuprata. La Cassazione, nell’annullare la sentenza, ha stabilito che elementi come l’aspetto estetico sono "irrilevanti in quanto eccentrici rispetto al dato di comune esperienza rispetto alla tipologia dei reati in questione”.
Al di la del caso italiano, un unicum nel suo genere (perlomeno alle nostre latitudini), quello della banalizzazione (o addirittura della colpevolizzazione della vittima) in questi tipi di reati è un argomento che molto è stato dibattuto. Progressi su questo fronte negli anni ne sono stati fatti. Anche in Ticino.
Sabrina Gendotti, avvocato e granconsigliera Ppd, ci dichiara come "il caso italiano è abbastanza scioccante. Non mi risulta che in Svizzera e in Ticino siano mai successe cose simili". "Nella sezione dei reati contro le persone, competente per i reati contro l'integrità sessuale (non solo nei confronti delle donne, ma anche dei fanciulli) mi sembra ci sia una maggiore sensibilità rispetto al passato e che si stia cercando di fornire tutti gli strumenti necessari per chi lavora sul campo, dalla poliza al supporto psicologico. Passi avanti ne sono stati fatti, anche se si può sempre migliorare".
Sabrina Aldi, avvocato e granconsigliera della Lega dei Ticinesi, ritiene pure che questi tipi di reati "in Ticino vengono presi seriamene. Non ho mai sentito di sentenze così scioccanti, con motivazioni simili". Per la granconsigliera leghista il problema subentra semmai nel dimostrare o meno il reato (per quanto riguarda il caso italiano, perlomeno stando alla sentenza di primo grado, le prove sembrerebbero esserci, ma sarà ora il nuovo processo imposto dalla Cassazione a doversi occupare dello specifico caso). "I reati di questa natura", spiega Aldi, "sono molto difficili da dimostrare. Le persone coinvolte in genere sono due: l'autore e la vittima. Soventemente è la parola di uno contro la parola dell'altro e non vi sono prove schiaccianti da portare, semmai una serie di indizi".
Ma, statistiche alla mano, la maggior parte dei casi di violenza sulle donne avviene in ambito domestico. Uscendo dal campo della Giustizia, sul fronte della prevenzione pure passi avanti ne sono stati fatti.
Lea Ferrari, neo-eletta granconsigliera del Pc, cita il caso dell'associazione Armonia, che opera nell'accoglienza delle donne vittime di violenza domestica o minacce. Sulla scia della mozione denomiata #Heforshe (presentata dal granconsigliere Pc Massimiliano Ay) la granconsigliera propone la creazione di una struttura di accoglienza anche per l'altro lato della problematica, ovvero "per uomini che non hanno compreso la scelta di una donna e per seguirli in una fase critica, in cui devono ridimensionare il loro roulo nella coppia", in modo da affrontare "in una visione paritiaria e globale la probelmatia delle relazioni fra uomo e donna, in una società dove fortunatamente la donna è sempre più emancipata".  "La proposta", spiega Ferrari,  "ricalcava quanto fatto dal Comune di Bologna, dove associazioni femministe hanno proposto case di accoglienza per gli uomini aggressivi e violenti, dove essi possano trovare una terapia ed evitare così le violenze, fino al peggiore degli scenari, il femminicidio".