Violenza sulle donne: in Russia c'è chi da la "colpa" alle statistiche

Violenza sulle donne: in Russia c'è chi da la "colpa" alle statistiche

Maggio 25, 2020 - 06:08
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Un gruppo di deputati di Russia unita giudica le recenti cifre sull'aumento della violenza sulle donne un attacco all’”istituzione del matrimonio”.

In molti Paesi, come conseguenza della quarantena e dei lockdown, chiusi obbligatoriamente in casa, è stato segnalato il pericolo dell’aumento delle violenze domestiche a danno delle donne. In Russia questa problematica sta assumendo contorni piuttosto agghiaccianti.

La Russia non è certo un “Paese guida” per quanto riguarda la prevenzione della violenza domestica. Le violenze nell’ambito domestico sono state decriminalizzate con una legge del 2017, che le ha trasformate da reato penale ad illecito amministrativo.

In occasione della crisi del cornavirus in Russia si è registrato un +24% di chiamate inerenti violenze domestica al “Telefono Rosa”. Dei dati che hanno fatto indispettire diversi deputati del partito “Russia Unita”, quello del presidente Vladimir Putin. Fra di essi Vitalij Milonov, diventato noto per aver promosso nel 2012 la legge anti-gay. Secondo il politico i dati emersi denigrano “l’istituto della famiglia e del matrimonio”. I deputati chiedono che siano verificati, visto che stando ai dati del Ministero degli interni danno i reati inc alo del 13% nei primi quattro mesi dell’anno.

lena Popova, attivista russa fondatrice della rete di aiuto reciproco tra le donne “Ti ne odna” (“Non sei da sola”), interpellata da IlFattoQuotidiano.it, le donne che in questo periodo si recano nelle questure per denunciare violenze verrebbero sanzionate per violazione della quarantena.