Virologo "star" nella bufera. L'accusa della stampa: "asservito alla politica"

Virologo "star" nella bufera. L'accusa della stampa: "asservito alla politica"

Giugno 04, 2020 - 08:30
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Si discute in Germania dopo gli attacchi mossi dal Bild al virologo Christian Drosten per uno studio riguardante la contagiosità del coronavirus nei bambini. 

Come molti virologi anche il tedesco Christian Drosten con la crisi del coronvirus da stimato ricercatore ma sconosciuto ai più è diventato un volto noto per molti tedeschi, quale consulente per il Governo e ospite di innumerevoli programmi televisivi. 48 anni Drosten nel 2003 presso l’Istituto per le Malattie Tropicali Bernhard Nocht di Amburgo, è stato alla guida del team che isolò il virus del Sars-Coronavirus, "parente" dell'attuale coronavirus. Scoperta che gli valse pure il Bundesverdienstkreuz, la più alta onorificenza civile della Repubblica tedesca.Dal 2017 dirige il reparto di virologia della Charité di Berlino, il principale policlinico della Città. 

Nel suo caso ora sembra la visibilità acquisita in questi mesi si sia ritorta contro di lui. Il giornale tedesco Bild ha lanciato contro di lui un duro attacco, mettendone anche in dubbio l'integrità professionale. Al centro delle critiche vi è uno studio riguardante gli effetti del coronavirus sui bambini, nel quale si afferma che la contagiosità è pari a quella degli adulti. Lo studio è la base su cui numerosi Lander hanno deciso di tenere le scuole e gli asili chiusi anche durante la fase di riapertura. Il Bild lo ha accusato di essersi asservito agli interessi della politica, e di metodi e criteri discutibili. Uno dei punti deboli sarebbe il basso numero di bambini visitati per svolgere l'indagine. Addirittura il Bild lo ha sfidato a produrre "entro un’ora" argomenti a sua difesa. "Ho cose più importanti da fare, che rispondere a un articolo tendenzioso del Bild", ha risposto Drosten. Alcuni scienziati citati dal Bild a supporto delle sue tesi hanno nel frattempo preso le distanze da quanto scritto dal giornale. Al di la della validità dello studio, in poche ore il virologo da "eroe nazionale" è diventato bersaglio delle polemiche e di una campagna via social media.