Voli da Lugano. Dopo il "niet" dell'Ufac, AvioTicino scrive a Marco Chiesa: "il divieto è da rivedere"

Voli da Lugano. Dopo il "niet" dell'Ufac, AvioTicino scrive a Marco Chiesa: "il divieto è da rivedere"

Febbraio 19, 2020 - 23:56
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La presidente di AvioTicino Roberta Passardi, dopo le notizie emerse ieri su un interessamento della compagnia tedesca "Private Wings" a riprendere i voli da Lugano, chiede di rivedere la norma che impedisce alle compagnie aeree estere di operare voli interni in Svizzera. In una lettera al Consigliere agli Stati e presidente della deputazione ticinese Marco Chiesa chiede che la politica si chini sul tema.

Divieto di "cabotaggio" per i voli aerei: è giunta l'ora di rivedere la norma federale che impedisce a compagnie aeree estere di operare voli interni in Svizzera?
 
Come noto ieri è emerso, secondo quanto riportato dal sito "Aero Telegraph" (vedi qui), dell'interessamento della compagnia aerea tedesca "Private Wings" di ripristinare i collegamenti aerei da Lugano-Agno verso Zurigo e Ginevra. La compagnia aerea ha però ricevuto il "niet" dall'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac) di Berna, poiché il progetto di "Private Wings" violerebbe l'articolo 32 della Legge federale sull'aviazione (che appunto stabilisce che solo compagnie aeree elvetiche possano volare fra due aeroporti svizzeri).
 
Oggi ad intervenire nel dibattito è la presidente di AvioTicino, la granconsigliera Plr Roberta Passardi, che ha inviato una lettera al Consigliere agli Stati e presidente della deputazione ticinese alle Camere federali Marco Chiesa. La lettera è stata pubblicata sulla pagina Facebook dell’associazione sorta per difendere l'aeroporto (promotrice di una petizione che ha raccolto oltre 8'000 firme)
 
Nello scritto, si chiede proprio di rivedere questa norma, in modo da "poter aprire al mercato estero ad altre compagnie, ove la compagnia Swiss non ha più interesse ad esercitare i propri servizi e voli; in sintesi dove ha chiaramente e pubblicamente dichiarato l’abbandono". Una modifica, che si evidenzia nello scritto, "non sarà in nessun modo una totale liberalizzazione del mercato dell’aviazione svizzera e manterrebbe, alla compagnia Swiss degli importanti privilegi, ma permetterebbe a quegli aeroporti presenti sul territorio nazionale che non beneficiano più dei servizi della Swiss o di altre compagnie elvetiche, di trovare delle soluzioni alternative con compagnie estere".
 
 
Riproduciamo di seguito il testo integrale della lettera. 
 
Egregio Consigliere agli Stati,
come avrà avuto modo di leggere attraverso i media di questa settimana, è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica l’interessamento da parte della Private Wings, di operare voli interni con partenza da Lugano Airport.
 
Come Lei saprà meglio della sottoscritta, l’art. 32 della Legge federale sulla navigazione aerea (LNA), impedisce ad una compagnia straniera di operare sul mercato interno svizzero.
 
(Cabotaggio - Art. 32 - Nella misura in cui gli accordi internazionali non prevedano altrimenti, il trasporto professionale di persone o di merci per via aerea tra due punti del territorio svizzero è riservato, di regola, alle imprese svizzere.)
 
A questo proposito come presidente di AvioTicino (promotori della petizione) e deputata in Gran Consiglio (portavoce PLR al messaggio di ricapitalizzazione), mi permetto di disturbarla in quanto credo sia arrivato il momento di proporre una modifica del sopracitato articolo 32 della LNA.
 
Lo scopo della richiesta è di poter aprire al mercato estero ad altre compagnie, ove la compagnia Swiss non ha più interesse ad esercitare i propri servizi e voli; in sintesi dove ha chiaramente e pubblicamente dichiarato l’abbandono!
 
Una lieve modifica come quella suggerita, non sarà in nessun modo una totale liberalizzazione del mercato dell’aviazione svizzera e manterrebbe, alla compagnia Swiss degli importanti privilegi, ma permetterebbe a quegli aeroporti presenti sul territorio nazionale che non beneficiano più dei servizi della Swiss o di altre compagnie elvetiche, di trovare delle soluzioni alternative con compagnie estere.
Sono perfettamente consapevole che un iter alle Camere federali per modificare anche se marginalmente, una legge, chieda dei tempi abbastanza lunghi. Comunque credo sia importante, attraverso un atto parlamentare (come per es. un’iniziativa parlamentare), poter aprire un dibattito politico che probabilmente interesserà non solo la realtà di Lugano Airport, ma altre infrastrutture e società presenti sugli scali aeroportuali svizzeri.
 
Sicura di un Suo interessamento, mi permetto come presidente di AvioTicino, di chiederLe un incontro in qualità di Presidente alle Camere federali per poter discutere di questo importante tema. Mi risulta che i tentativi attuati in precedenza dai rappresentanti della LASA di poter ottenere delle deroghe su questo punto, non si sono dimostrati molto fruttuosi; non per mancanze della stessa ma sembra per “preclusioni amministrative”. Secondo noi di AvioTicino e non solo, a questo punto la strada da percorrere non può essere solo quella amministrativa, bensì politica proponendo una parziale e limitata revisione dell’art. 32 LNA.
 
Distinti saluti
Roberta Passardi