Zeno Casella - La scuola in campagna elettorale, tra “dimenticanze” e cambi di rotta

Zeno Casella - La scuola in campagna elettorale, tra “dimenticanze” e cambi di rotta

Marzo 12, 2019 - 13:22
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Come si sa, le campagne elettorali fanno spesso emergere il meglio e il peggio della politica. L’avvicinamento alle elezioni cantonali non fa eccezione, in particolare per quanto riguarda la scuola, tema di grande interesse da qualche mese a questa parte: nel dibattito sul futuro della formazione ticinese si sono in effetti registrate varie “dimenticanze” (il peggio) e altrettanti cambi di rotta (il meglio).
La destra borghese, e il PLR più in particolare, brilla per sbadataggine: dopo essere scesi in fretta e furia dal carro perdente della “Scuola che verrà”, i rappresentanti borghesi cercano ora – perdonate il francesismo – di rifarsi una verginità sul tema educazione. Di colpo, il corpo docente, gli studenti e le famiglie sono divenuti attori da ascoltare con attenzione e da coinvolgere attivamente nelle riforme scolastiche. Peccato questi attenti “ascoltatori” siano gli stessi che nelle ultime legislature si sono distinti per aver danneggiato in ogni modo possibile la scuola pubblica ticinese (ricordiamo i tagli salariali ai docenti, la bocciatura della riduzione del numero di allievi per classe, lo smantellamento degli aiuti allo studio, ecc.). L’opportunismo elettorale di partiti come il PLR e il PPD è quindi più che mai evidente: nei dibattiti e nei commenti pubblici ci si spertica in proclami sulla necessità di investire maggiormente nella formazione, mentre nelle “stanze dei bottoni” ogni mezzo è buono per indebolire la scuola pubblica e rimettere in questione il diritto allo studio. D’altra parte, la petizione del sindacato studentesco per il rafforzamento delle borse di studio e la relativa iniziativa parlamentare sono ancora bloccate in commissione proprio a causa dell’ostruzionismo dei rappresentanti borghesi. 
Sul fronte opposto, registriamo però anche alcuni cambi di rotta che lasciano ben sperare. Dopo aver portato avanti un’agenda scolastica spesso in contrasto con il SISA (ricordiamo i tagli alle borse di studio del 2015 o il limite alle bocciature introdotto al liceo nel 2016), il ministro Bertoli sembra prendere ora maggiormente in considerazione le proposte che giungono dal movimento studentesco: l’estensione dell’obbligo scolastico o il potenziamento degli aiuti allo studio rispondono infatti a delle precise istanze promosse dalle studentesse e dagli studenti di tutto il Cantone. Certo, ci sarebbe piaciuto godere di questa attenzione già prima delle elezioni e prima della bocciatura della “Scuola che verrà” (l’estensione dell’obbligo scolastico era stata proposta dal SISA e rilanciata dal Partito Comunista già un anno fa, senza suscitare l’interesse attuale), ma non può che fare piacere vedere come le nostre proposte riscontrino ora una maggiore disponibilità da parte del DECS. Ci auguriamo che, passate le elezioni, le cose non tornino com’erano un tempo.
Per far sì che le aperture di Bertoli non restino delle vuote promesse elettorali e per continuare a promuovere delle proposte originali di rinnovamento scolastico, è quindi prima di tutto necessario confermare il seggio comunista in Gran Consiglio. Molto spesso, sono state proprio le sollecitazioni giunte dal deputato Massimiliano Ay a far avanzare le rivendicazioni del movimento studentesco, numerose delle quali sono state d’altra parte integrate nel programma d’azione del nostro Partito (che potete trovare sul nostro sito web). Insomma, tra gli “sbadati” opportunisti e gli ondivaghi, vi invito a scegliere la coerenza e l’originalità e a votare lista 9 il prossimo 7 aprile!
 
di Zeno Casella, candidato al CdS e al GC per la lista n. 9 “Partito Comunista e Indipendenti”