Zuckerberg "snobba" la Svizzera? Bacchettare i radicali per "coprire la polvere"?

Zuckerberg "snobba" la Svizzera? Bacchettare i radicali per "coprire la polvere"?

Marzo 21, 2019 - 12:05
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Questa sera Dick Marty parlerà di multinazionali (ir)responsabili. Facebook non farà in Svizzera quanto sta facendo nell'Unione europea.

A quanto pare per Facebook il santo non vale la candela. Oggi Der Bund riportava che la Confederazione non è riuscita ad ottenere garanzie da Facebook in vista elle elezioni federali del 2019. Se per quanto riguarda l'Unione europea sono state introdotte dal social media, in vista delle elezioni di maggio, misure "anti-fake news", con il fact checking e la trasparenza delle inserzioni pubblicitarie, l'Incaricato federale della protezione dei dati svizzero non è nemmeno riuscito a farsi dare il nome di una persona di contatto del social media in Svizzera (vedi qui).


Ieri sera l'Udc di Lugano organizzava un aperitivo pre elettorale (vedi qui). A Lugano la corsa per un seggio in casa Udc si fa serrata: vi sono gli uscenti Lara Filippini, Tiziano Galeazzi e Paolo Pamini, a cui si aggiungono, sempre nel circondario di Lugano, il presidente dell'ordine dei medici Franco Denti e il presidente cantonale Piero Marchesi.


Questa sera ospite di Capriasca Ambiente ci sarà l'ex consigliere agli Stati Plr Dick Marty, che parlerà dell'iniziativa "per multinazionali responsabili", che lo vede fra i suoi sostenitori. Lo scorso 13 marzo ospite di Amnesty a Lugano a parlare della stessa iniziativa era Laura Sadis (vedi qui). Proprio i due esponenti liberali radicali in questa campagna elettorale sono stati "bacchettati" da vari esponenti Plr per aver auspicato il proseguio della presenza di un socialista in Governo (assieme a Diego Scacchi, che tuttavia, a differenza dei primi due, è bene ricordarlo, è da qualche anno che ha fatto una scelta di campo fuori dal Plr). Ma non sarà che, più che "bacchettare i radicali" per invitare a non disperdere voti, si stia piuttosto cercando i responsabili "ante-litteram" a cui addossare la colpa di un eventuale mancato raddoppio del Plr in Governo? Diciamolo, per essere un partito "all'assalto" di un secondo seggio dal Plr ci si potevano aspettare attacchi ben più consistenti ai socialisti (l'unico seggio che potrebbe saltare il prossimo 7 aprile, e dunque l'unico a cui il Plr può ambire).  Le critiche al fallimento de "La scuola che verrà" del ministro socialista Bertoli hanno le armi un po' spuntate, visto il sostegno in Gran Consiglio e in votazione popolare dato dal Plr. E sì che altri spunti di certo non mancavano...
 
 
 
n.f.